Domenica, 20 maggio 2012     



La metamorfosi dell'incertezza

Torino Cogne - parte 2^

Tradimento














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Giovani: i comportamenti positivi dei genitori e le strategie da porre in atto

Sempre secondo quando dedotto "sul campo" le strategie che i genitori devino porre in atto in presenza di sospettosi comportamenti dei figli riteniamo di poterlo così sintetizzare:

1) riuscire a leggere, con molta attenzione, il linguaggio non verbale del figlio/a. Con la calma e la sicurezza i genitori possono aiutare i figli prima dello specialista (al quale comunque non devono rinunciare di ricorrere per tempo) contenendo la propria ansia e il bisogno di iperprotettività compensatoria che può rappresentare palese sospetto d'insicurezza, sicuramente avvertita dai figli, con il rischio di chiudersi ancor più in se stessi e nei loro sintomi comportamentali. Evitargli qualsiasi problema non gli fa sperimentare l'autostima. Non farsi spaventare dalle proprie perplessità su come educare, ciascun genitore ha sempre delle positività su cui poggiare e trasmettere;

2) Evitare di ridicolizzare il figlio nei suoi errori, comunicandogli in modo onesto le difficoltà che dovrà affrontale facendo fulcro sulle sue parti positive, con i tempi psichici che sarà lui stesso a trovare, non cercando "ad ogni costo la risoluzione pronta ad ogni problema": l "la risoluzione c'é sempre e sarai Tu figliuolo/a capace di trovarla";

3) "L'importanza del Silenzio emozionale";permette al ragazzo/a con ilproprio silenzio di sentire che il genitore sta effettuando un suo lavoro interiore, per evitare di essere forzatamente amico, nbensi sentirsi di reale aiuito per diluire con lui ansie dek figliolo stesso;

4) i figli hanno bisogno di regole. Nell'intera impostazione dell'educazione peraltro, bisogna comunicare con coerenza e chiarezza le regole da rispettare (le regole devono essere alla portata di chi le deve rispettare) e con i grandi vanno concordate, anche se l'obbedienza non va richiesta come fine educativo, anteponendola ad altri parametri da far evolvere, invece, quale, per esempio, l'autostima. Ciò implica che bisogna accettare che i limiti talvolta possono essere anche trasgrediti;

5) non serve il" braccio di ferro". e' importante dialogare senza mettere fretta e capendo le motivazioni, mediare, accettando la loro collera verso i genitori.

6) le approvazioni che rinforzano l'autostima non vanno somministrate con l'annaffiatoio, bensì con lo spargisale e a ragion veduta;

7) le punizioni fisiche e le offese sono infruttuose e mai educative rispetto al silenzio emozionale che si presenta talvolta molto più efficace;

8) ricordarsi che le umiliazioni sono "deleterie e devastanti" mentre le frustrazione sono produttive se ben gestite in modo sereno ma chiaro, impongono dei limiti, come "il dire di no" se è necessario




Autorizzazioni Prefetto Torino Prot. N. 278/00 - Sett. 1/PAY/272 del 09/10’/2000 (ex art. 134 T.U.L.P.S.) e 16401/07/w.a.area 1 ter del 06/06/2007 (ex artt. 38 e 222 del D.L. 28.7.1989 n. 271 - indagini difensive)

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